Sono stata al cinema a vedere Gloria Bell, il rifacimento che Lelio ha fatto del suo precedente omonimo film, e me ne sono innamorata.

La trama è semplice: Gloria Bell, è una losangelina cinquantenne, molto più realistica delle patinate donne newyorkesi raccontate da S&TC, separata da tempo. Vive sola, ora che i figli sono cresciuti e non hanno più bisogno di lei. Lavora in un ufficio dove tutto le ricorda che le rimane poco tempo. Ama ballare, ed è proprio su una pista da ballo, tra un drink e un flirt, che incontra un uomo di cui si innamora.

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Solo che quest’uomo è prigioniero di un passato dal quale non accenna ad emanciparsi e dal quale, anche quando riesce a dimostrarsi sensibile, non riesce a liberarsi.

Gloria invece è libera ed emancipata. Non racconta bugie a nessuno e se le racconta a se stessa si smaschera poco dopo. È una donna vivace, dallo spirito libero e affronta la sua quotidianità con un atteggiamento sempre positivo. Il regista è bravo a raccontarci una femminilità complessa e sfaccettata. Non ci nasconde la solitudine né la malinconia, di cui il film è intriso. Eppure le situazioni comiche si mescolano a quelle amare, così come il dolore e l’ironia.

GLORIA BELL - CINECOACHING - BLOGPOST 2 © Paola-Nosari-cinecoaching-per-donne-in-rinascita-2019

Anche se il finale è amaro, come lo sguardo del regista sulle figure maschili, Gloria non smette di cantare in auto, si alza e ricomincia a danzare, continua a credere nell’amore.

A me piace molto, quest’idea di donna. Forte e fragile al contempo, irriducibile e delicata.

Ho provato una forte empatia per lei: Gloria Bell è così bella e viva in un’età in cui di solito le donne smettono di essere viste e difficilmente vengono raccontate.

È affamata di vita, consapevole. Nella sua solitudine non rinuncia al suo desiderio, alla passione, alla ricerca della felicità.

Se anche tu ti senti un po’ Gloria, fai il seguente

 

Esercizio di cinecoaching:

  • Ripercorri mentalmente le diverse fasi della vita che hai vissuto finora. Rivediti bambina, poi adolescente, infine trentenne. Chi erano i tuoi amici più cari? Di cosa parlavate quando uscivate insieme? Che musica ascoltavi? Quali posti ti piaceva frequentare e per fare cosa?
  • Ora fai tre respiri profondi, rilassa le spalle e la muscolatura. Concediti di ricordare, per ciascuna delle età visitate, quali fossero i tuoi sogni e le tue aspirazioni. Non soffermarti sui traguardi che ti eri data e non giudicarti per quelli che non hai raggiunto. Piuttosto riconnettiti con l’emozione di quei desideri.
  • Infine, ispirata dagli entusiasmi che sei stata capace di nutrire in un passato, più o meno recente, chiediti chi vuoi diventare a sessant’anni. Cosa farai per alimentare il tuo tempo? Con chi ti accompagnerai? Che tipo di libri vorrai leggere? Quali mostre andrai a visitare? Come trascorrerai le tue giornate?

 

Conclusione

Scrivi: a cosa è necessario che cominci a dire sì, e a cosa è necessario che cominci a dire no, fin da oggi, per diventare a sessant’anni esattamente il tipo di donna che sogni di diventare?

 

Scopo dell’esercizio

Aiutarti ad acquisire consapevolezza sulla persona che desideri diventare, comprendere e definire quali sono le azioni concrete che devi mettere in atto fin d’ora per realizzare la miglior versione di te stessa.

 

 

Risorse e Crediti

  • Tempo fa ho scritto alcuni consigli per una perfetta serata a base di film, self care e pop corn, con tre titoli e altrettanti spunti di cinecoaching.
  • Trovi questo articolo anche su Upside Down Magazine il portale per i film, book and food lovers!
  • QUI il link diretto.
  • Il film è distribuito in Italia da Cinema Distribuzione, cui va il credito per le immagini.