Quasi tutte le mie clienti più recenti sono arrivate da me con questa domanda: “Aiuto! Il mio lavoro non mi rende felice.
Credo che già anche solo per riconoscerlo ci voglia una dose di coraggio non comune.

Fino a una manciata di anni fa la tendenza era quella ad accontentarsi e spesso le persone svolgevano, per tutta la vita, un lavoro che nella maggior parte dei casi gli era capitato e che non le realizzava.

Oggi le cose sono ancora più complesse: il numero di persone che un lavoro proprio non lo trovano, oppure lo hanno perso, è in aumento. Quindi, chi un lavoro ce l’ha rischia seriamente di rimanerci ancorato per necessità, senso di riconoscenza e del dovere, più che per scelta. Pagando il conto con l’infelicità e il senso di frustrazione.

Diventare consapevoli di non essere felici sul lavoro e riconoscerlo non è però sufficiente a cambiare le nostre emozioni. Non smettiamo di stare male per questo. E il rischio conseguente è quello di restare in un posto e in situazioni che ci fanno soffrire così a lungo da finire in burnout e passare attraverso un esaurimento.

Viene naturale cercare soluzioni e risposte. Si va alla ricerca di quello che ha funzionato per altri che prima di noi si sono trovati in situazioni analoghe. E questo a volte è ingannevole, perché non è detto che quel che ha funzionato per altri, rendendoli realizzati e facendoli sentire di nuovo felici, debba necessariamente funzionare anche per noi.

Il problema è che quando ci si trova a stare male (e a non trovare risposte) si farebbe di tutto per smettere di soffrire e, a volte, si corre il rischio di prendere decisioni importanti quando si sta nel bel mezzo di una bufera emotiva.

 

“Basta, non ce la faccio più. Io mi licenzio!”

E’ una frase che sei stata tentata di pronunciare?
Se conosci la mia storia, sai che ci sono passata. Per conoscere meglio la mia storia puoi leggere l’intervista che mi ha fatto Sara Valsania.

Non è detto che questo, che a molti potrebbe sembrare un colpo di testa da irresponsabili, si riveli la scelta sbagliata. Anzi!

Spesso le decisioni più importanti, quelle che danno una svolta radicale alle nostre vite segnando un passaggio evidente tra un prima e un dopo, sono quelle che prendiamo nei momenti di maggiore esposizione. Perché quando ci sentiamo meno sicure e abbiamo perso le nostre più solide certezze, siamo anche disposte a rischiare di più.

Questo ci mette nella posizione di tentare strade differenti.
Il che, con maggiore probabilità, ci metterà nella condizione di riuscire a trovare soluzioni nuove e diverse.

Eppure non sempre è saggio esporsi a un rischio così alto.

Esistono alternative e soluzioni intermedie che vale la pena considerare!

 

Ecco 5 cose che puoi fare per affrontare il fatto che non sei felice al lavoro:

1. Prenditi cura della tua salute fisica:

Ok, stai male ed è un dato di fatto che va tenuto nella debita considerazione. Corpo ed emozioni sono un sistema in dialogo continuo: non puoi affrontare le decisioni che ti attendono con la lucidità necessaria se somatizzi e ti fai venire la gastrite. Parlane con un bravo medico, possibilmente qualcuno che abbia esperienze specifiche.

2. Considera tutte le opzioni:

Non essere felice di quello che stai facendo non significa necessariamente dover stravolgere tutto. Ad esempio, se sei dipendente: hai provato a considerare di restare dove sei, chiedendo però di poter svolgere una mansione diversa? O di essere destinata alla Business Unit dove ci sono i colleghi con cui anni fa hai realizzato quel progetto entusiasmante e con i quali sei stata benissimo? Oppure, hai considerato l’ipotesi di concordare con l’azienda orari differenti che ti permettano di dedicarti alle tue passioni nel tempo libero?

3. Chiedi aiuto:

Un percorso di coaching dedicato a questo tema ti sostiene mentre fai chiarezza sulla direzione da prendere. Ti guida a focalizzarti in maniera ragionata sulla questione, ti risparmia tempo e dolore. E’ il modo ideale per fare chiarezza sui tuoi sogni e le tue aspirazioni e sulle reali possibilità di realizzarli in un progetto concreto e di successo.

4. Riconnettiti ai tuoi desideri più profondi:

Un lavoro che ti faccia sentire felice e realizzata è un lavoro che ti consente di esprimere le tue ambizioni più vere. Per realizzare la tua felicità devi fare chiarezza su cosa ti rende felice e cosa no. In questo modo eviterai di cadere subito dopo i primi facili entusiasmi perché quando hai chiarito cosa ti rende felice hai anche definito il tuo “perché” la tua ragione e il tuo scopo.

5. Allenati a uno sguardo nuovo:

Uno sguardo che si concentri sulle tue potenzialità e sui tuoi talenti. Quando vivi un periodo di difficoltà è facile avere la tendenza a cadere in una spirale di pensieri negativi. Vedi tutto nero e ti concentri più sui tuoi difetti che sulle tue risorse. Spostare il tuo sguardo su ciò che di positivo puoi mettere in campo ti posiziona in modo del tutto rinnovato rispetto al problema ed è quel che ti consiglio di fare se vuoi migliorare la tua vita e riuscire a realizzarti pienamente.

 

Ph. CarlottaF.